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Associazione di volontariato

perla lotta contro il

disturbo bipolare

 
 

 
 
ASSOCIAZIONE MINERVA

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Tel: 049.8756107
Fax: 049.8210197
Presidente: Prof. Dott. Cesare Dal Palù
Vice-presidente: Dott. Ennio Fortuna
E-mail: assminerva.pd@libero.it
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Che cos'è il Disturbo Bipolare?

E' una malattia mentale, che assieme alla Depressione maggiore e alla Schizofrenia può raggiungere livelli di tale gravità da rendere completamente invalida una persona.
Fa parte delle patologie dell'affettività in quanto sono l'affettività e l'umore che vengono colpiti. Questi pazienti alternano periodi di umore elevato (che dall'euforia può passare all'eccitazione e alla maniacalità) e di umore basso (che dalla malinconia può passare ad una grave depressione).
E'una delle patologie più frequenti, in quanto colpisce il 3% circa della popolazione in modo grave e un altro 7% in modo meno grave (la schizofrenia è molto meno frequente: 0.7%).
Ne sono colpiti individui giovani dai 15 ai 35 anni. La sintomatologia, se la patologia non viene curata, è presente per tutta la vita, spesso aggravandosi.
Molto spesso si tratta di persone intelligenti, vivaci, creative: famosi scrittori o musicisti o poeti o leaders politici sono stati affetti da forme più o meno gravi di Malattia Bipolare. Nonostante questo aspetto, che fa di questa patologia una delle più interessanti e più studiate in psichiatria, è una malattia che non deve mai essere sottovalutata, perchè può assumere aspetti molto gravi: nelle fasi maniacali,infatti, ci possono essere deliri, allucinazioni, confusione mentale; nelle fasi depressive il paziente può avere pensieri di angoscia e di morte e la malattia, se non curata, porta spesso al suicidio (30% dei casi).
Ne sono colpiti più i maschi che le femmine.
Nei Paesi nordici prevale la depressione, in quelli mediterranei la maniacalità.
Fortunatamente la psicofarmacologia ha messo a disposizione di questi malati farmaci che consentono loro di superare le crisi più gravi, sia di depressione che di mania e di raggiungere una condizione di buon equilibrio. E' in questa fase di equilibrio che assume particolare rilevanza la psicoterapia educazionale, comportamentale, familiare e lavorativa senza la quale il paziente, lasciato a sè stesso, va ineluttabilmente incontro a ricadute.
Al contrario, se ben curati, questi pazienti possono avere una vita molto vicina alla normalità e reinserirsi nella società e nel lavoro. Naturalmente, trattandosi di una malattia a lunga durata, la terapia sia farmacologica che psicoterapica dovrà continuare a lungo e sotto attenta sorveglianza dei medici e dei familiari: questi ultimi devono essere molto coinvolti dai medici nella gestione della malattia, e responsabilizzati.

 
 
 
 
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